A Castelfranco troppi sprechi e giovani sprecati!

Presentato un massiccio “Progetto Giovanile”, ma tra le 90 sigle, uffici e apparati coinvolti i giovani non compaiono…

Fortunatamente abbiamo ricevuto, in quanto membri eletti del direttivo della consulta giovanile di Castelfranco, la documentazione relativa al progetto comunale sulle politiche giovanili “Reti locali – Reti InformAttive” nel quadro della legge regionale 29.

Un progetto supportato anche dai comuni di Godego, Loria, San Giorgio in Bosco e Resana e che fa il paio con l’altro progetto “Promozione del benessere e del protagonismo giovanile” già finanziato con 43.300 euro destinati ad essere gestiti (come al solito) dalla cooperativa Sonda.

Il progetto in questione ha lo scopo piuttosto generico di “potenziare” la rete informativa e di servizi per i giovani del territorio. Nel concreto corrisponde all’apertura di alcuni spazi web e al potenziamento di alcuni sportelli.

Come giovani attivi nel sociale e nella politica, ma in particolare come membri di una consulta giovanile che secondo noi paga ancora un pesantissimo deficit di rappresentatività dei giovani castellani (sconosciuta ai più e di difficile accesso per chiunque) abbiamo spulciato i dettagli del progetto e alcune cose ci lasciano perplessi.

Nella lunghissima lista dei 90 soggetti coinvolti, che dovranno andare a comporre la “rete”, con varie mansioni (e che quindi si spartiranno i finanziamenti) solo 6 sono compresi sotto la sigla di “Associazioni giovanili”.

In questa lista vediamo comparire:

- 9 agenzie interinale di Castelfranco, che con i giovani hanno a che fare certo, ma per puri scopi di lucro, come è naturale che sia. Quale affidabilità può avere la partecipazione ad un progetto che dovrebbe essere un “servizio” per i giovani, di un soggetto che esiste per costruire dei guadagni su di loro?

- 2 importanti ditte costruttrici della zona, l’Impresa edile Carron (che spesso abbiamo visto tra i soggetti coinvolti dai progetti comunali) e il Gruppo Cecchin Costruzioni Edili di Castelfranco.

E ci chiediamo davvero se in un progetto di questo tipo delle imprese edili fossero davvero indispensabili.

- Uno studio legale e uno studio commerciale.

Davvero il Comune non ha all’interno delle sue strutture chi può dare consulenza legale e soprattutto un commercialista senza ricorrere a privati e soggetti esterni?

Soprattutto ultimamente, che il dibattito sugli sprechi e le concessioni “allegre” di denaro pubblico a “collaboratori” la cui selezione non è sottoposta a bandi è piuttosto intenso.

Ancora più importante: di 90 soggetti solo 6 sono definiti associazioni giovanili e di questi ben pochi lo sono veramente.

- 4 sono le consulte giovanili di Castelfranco, Loria, Godego e Resana. Realtà molto ridotte la maggiore delle quali, quella di Castelfranco, possiamo dire che ha un legame molto scarso con i giovani del territorio. Inoltre realtà che svolgono un azione di collegamento con le istituzioni ma che non c’entrano nulla con l’autorganizzazione giovanile.

Ci chiediamo poi che ruolo concreto avranno le consulte se noi stessi, che facciamo parte di quella di Castelfranco, siamo venuti a sapere del progetto quando tutto era già chiuso e stabilito, senza poterci mettere becco.

Appare poi l’Azione Cattolica di Loria. Unica realtà organizzata a dal contenuto politico. Tutte le altre non ci sono.

Se mai potesse venire il dubbio che la partecipazione potesse essere sbilanciata in un senso confessionale, si può leggere la buona compagnia di 9 parrocchie coinvolte. Ovviamente senza altri enti di altre religioni a dare un minimo cenno di pluralità.

Resta solo una compagnia teatrale giovanile, misteriosamente solitaria in questa marea di sigle e apparati.

Gruppi studenteschi e rappresentanti ufficiali degli studenti come possono essere i rappresentanti d’istituto, associazioni culturali e politiche, i gruppi del volontariato che impegnano una grandissima quantità di giovani: nulla di tutto ciò è contemplato in un progetto che mette a rete una realtà monolitica fatta di nomi che nell’area della Giunta di Vivere Castelfranco vediamo con una straordinaria ricorrenza.

Da questo progetto, che impegna molti capitali, sono espulse le realtà giovanili attive, segno di una mentalità che da sempre contestiamo di lavorare non “con” i giovani, ma “sui” giovani, trattandoli come un fenomeno o peggio come un’area di “disagio” sociale, con misure paternalistiche, ingessate, calate dall’alto che poi come sempre gioco forza finiscono nel coinvolgerne pochi, selezionati per conoscenze dirette e con un impatto insufficiente sulla vita della città.

Saremmo davvero curiosi di vedere un bilancio più dettagliato su come i finanziamenti verranno spesi – e con che criterio – vista la genericità del progetto.

Molte associazioni, come era già successo senza esito per il Buenaventura, sono ansiose di fare il bene della città e di aumentare il loro ruolo attivo nella sua vita. Sarebbero disposte sicuramente a farlo mettendo in campo volontariato e competenze a prezzi molto più bassi dei privati e degli esterni che invece si spartiranno l’alto budget in gioco. L’unico problema è che a questa voglia di proporsi, anche questa volta, viene opposto il muro del silenzio e della chiusura.

Alessandro Squizzato, segretario del Partito dei Comunisti Italiani della Castellana, direttivo consulta giovanile di Castelfranco

Simone Marconato, Comunisti Italiani, direttivo consulta giovanile di Castelfranco

Maria Ida Miotto, Comunisti Italiani, direttivo consulta giovanile di Castelfranco

Lascia un commento